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1° Forum - Festival giovanile 'Mq300 Cercasi - Tre giovani giorni con i giovani'
(vedi sotto per il resoconto)

Per arrivare alla realizzazione del festival “Mq300cercasi” (festival comprendente mostre d’arte, dibattiti e musica tenutosi presso gli impianti sportivi Ceron di Tencarola i giorni 16,17,18 settembre 2005), occorre soffermarsi sul percorso decisionale che gli organizzatori hanno tracciato nei mesi antecedenti all’evento.
La possibilità di poter organizzare e creare una manifestazione dedicata ai giovani nasce dal valore che la realtà giovanile ha iniziato a ricoprire nei nostri territori, ma soprattutto a livello europeo. Il Libro Bianco della Commissione Europea "Un nuovo impulso per la gioventù europea" è stato considerato il punto di riferimento essenziale di questo processo innovativo. Partecipazione è stata la parola chiave del processo di integrazione reale dei giovani alla vita locale e, quindi, Europea.
Poste queste premesse, la Regione Veneto ha implementato delle politiche sociali a favore dei giovani, molto utili ed innovative che, fra gli altri, hanno permesso al comune di Sevazzano Dentro, collaborando con i comuni di Rubano e Veggiano, la buona riuscita della manifestazione settembrina: Leggi regionali n. 29 del 28.06.1988 e n. 37 dell’11.08.1994 - “Iniziative e coordinamento delle attività a favore dei giovani”
“Riempi il Forum” esprime i finanziamenti ad iniziative in favore dei giovani che permettono al comune di Sevazzano di creare un tavolo di lavoro formato da alcuni volenterosi ragazzi, due animatrici di strada e di un coordinatore-animatore professionale di comunità.
Riempi il forum è la metafora di uno spazio di confronto che può esistere se «riempito» dalle idee di questo gruppo di ragazzi.
Dopo un’analisi approfondita della realtà giovanile del territorio e valutando l’impatto che la parola “Forum” avrebbe provocato nelle menti dei giovani (che dal primo rapporto sulla condizione giovanile in Veneto emergono come soggetti che nutrono una sfiducia nelle istituzioni in genere e li vede poco propensi ad iniziative di origine collaborative ) si è preferito immediatamente trasformare la parola forum in festival, termine più comune e “leggero” nella realtà giovanile e più confrontabile con altre iniziative già presenti nel territorio.
Il nostro orizzonte è quindi uno spazio dei giovani, dove le loro voglie e passioni possano esprimersi e comunicare fra di loro, nonché uno spazio capace di avvicinare ed incuriosire giovani che fino ad allora non abbiano sviluppato una loro metodologia d’espressione.
Subito il progetto ha permesso due prospettive: una a breve termine ed una a medio-lungo termine.
A breve termine si è voluta creare una manifestazione della durata di tre giorni, ovvero un festival di arte, musica e dibattiti, capace di far conoscere al più grande numero di giovani la realtà del gruppo informale “C’entro dentro” e, soprattutto, che avesse potuto permettere a questi ultimi di confrontarsi con più idee possibili, al fine di riuscire a capire quali siano le più svariate passioni e necessità dei giovani.
Questo è stato possibile organizzando un gioco interattivo per i partecipanti, dove si chiedeva loro di ipotizzare uno spazio ideale, e di indicarci le attività che avrebbero voluto questo spazio avesse, nonché il tipo di gestione più adatto a questo spazio.
Nella pratica: si chiedeva al ragazzo/a di disporre in un tavolo alcuni oggetti rappresentativi di attività ed arredamenti di possibile inserimento in quello spazio ideale da noi pensato. Per fare un esempio, l’oggetto “chitarra” era simbolicamente utilizzato per identificare un elemento di arredo quale la “sala prove”. In questo modo siamo riusciti, facendo anche divertire ed interessare i ragazzi partecipanti, a ricavare un gran numero di informazioni utili al fine di comprendere il “come” questo spazio dovesse venire completato, ovvero capire quali siano le passioni e gli interessi dei giovani del territorio.

A lungo termine si vuole attuare nel concreto questo spazio ideale, che, se prima della manifestazione si identificava come un luogo-non-luogo, oggi si hanno informazioni e dati per dargli una reale esistenza e connotazione.
Quindi la necessità di uno spazio, di un luogo interamente dedicato ai giovani, dove si possa in primis collaborare con le istituzioni del territorio e con le amministrazioni, e dove si possa trascorrere del tempo crescendo e confrontandosi in dimensioni artistico-politico-culturali sicuramente più ricche della popolare «chiacchierata al bar».
Il titolo “Mq300cercasi” nasce da qui, esprime la voglia di ricercare uno spazio.

Mq300cercasi, «tre giovani giorni con i giovani» è stata una buona manifestazione, gradita molto poiché l’offerta artistica è stata varia e gli artisti che hanno partecipato esponendo le proprie opere o esibendosi sul palco provenivano per la maggior parte dal territorio dei tre comuni promotori.

All’interno del palazzetto sportivo è stato montato un palco dove si sono potuti esibire 12 gruppi musicali e, nella giornata di domenica, 3 compagnie teatrali.
Alle mura della palestra 4 fotografi, 3 pittori, 2 poeti e 2 installatori di oggetti hanno appeso le loro opere creando suggestivi percorsi artistici da compiere accompagnati dalla musica.
All’esterno della palestra abbiamo creato uno spazio dove le associazioni del territorio potessero avere visibilità. Durante i tre giorni sono state presenti oltre 12 associazioni.
A qualche decina di metri di distanza è stato parcheggiato lo Stradabus, e, sfruttandolo come sfondo, lo abbiamo utilizzato come zona dibattiti dove si sono alternate 7 interessanti discussioni dedicate alla realtà aggregativa giovanile e ad argomenti d’interesse ed attualità generale.

Alla domenica, l’ultimo giorno di manifestazione, mentre nella palestra alcuni dj si accingevano a suonare i loro pezzi, noi ragazzi del gruppo informale, insieme alle animatrici, ai Presidenti di alcune Associazioni presenti, l’Assessore ai servizi sociali ed il Sindaco del comune di Sevazzano Dentro, abbiamo creato un momento di discussione attiva, dove abbiamo elaborato i dati emersi dal gioco informativo ed abbiamo pesato le varie scelte fatte dai giovani.
Solo tenendo in considerazione che nella giornata di venerdì l’affluenza è stata di circa 50 partecipanti, abbiamo potuto raccogliere dati capaci di rappresentare almeno una parte delle volontà dei giovani presenti nel territorio.
E’ emerso, prima di tutto, che l’iniziativa pensata da noi è stata accolta in maniera favorevole dai giovani: l’idea di un luogo giovane dove poter esprimersi attraverso gli strumenti dell’arte interessa molti ragazzi.
Alcuni dati creano la differenza e si presentano come necessari: in primo luogo la possibilità di accedere ad una rete internet ad alta velocità (Adsl). Molti ragazzi hanno infatti espresso il desiderio che nella costruzione di questo luogo ci sia un internet-point gratuito o ad un prezzo orario ragionevole.
L’altro punto è il bar, o meglio un luogo di ristoro. Questo, anche se non sembra niente di nuovo, a nostro avviso ha una grande importanza perché crea un filo conduttore con gli usi abituali dei giovani di recarsi al bar e permette al nostro luogo di possedere caratteristiche aggiuntive e non farsi mancare nulla. Così com’è emersa questa necessità, ancora altri e differenti elementi non possono mancare nello spazio ideale di questi giovani: il corso di teatro, lo spazio verde, la camera oscura,..
Per una visione dettagliata dei risultati crediamo sia utile la visione delle tabelle elaborate alla fine della manifestazione:
Per quanto riguarda la gestione del luogo, i ragazzi intervistati danno fiducia al gruppo «C’entro dentro» ritenendo che possano essere in grado di gestirlo interamente e delegano al gruppo i rapporti con le amministrazioni.

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Mq300cercasi - Resoconto -

Possiamo usare la parola “bilancio positivo” senza incorrere nella curiosità del fisco, perchè non di denaro si tratta, ma d’esperienza.
Per una volta il nostro territorio comunale, ben inseritosi nella classifica dei più ricchi della provincia non sarà menzionato per qualche nuovo successo in campo economico-finanziario e le persone che vi abitano saranno testimoni di un risultato poco contabilizzabile eppure molto arricchente.
Parliamo di un evento che consideriamo arricchente per il luogo che lo ha ospitato (crediamo), per le persone che vi hanno partecipato (ci auguriamo) e per coloro che lo hanno pensato e realizzato (ne siamo i certi testimoni).
Un tempo non lontano le nostre genti inseguivano desideri di riscatto, rappresentati dal lavoro sicuro e ben retribuito, dalla casa e da tutto ciò che ne consegue; la loro determinazione ed i loro sforzi sono stati tali che in pochi decenni il Veneto è diventato stereotipo di tutto questo. Quanti sacrifici per il benessere !... Migliaia di ore trascorse (a lavorare!!!) a costruire un futuro migliore per se ed i propri più o meno grati figli. Tuttavia c’era qualcosa di troppo prezioso da sacrificare, perché era un bene che tutti gli esseri dovevano rispettare in un giusto equilibrio con la natura; COSÌ NON È STATO.
Mi riferisco al territorio, allo scempio che come denuncia il poeta trevisano Zanzotto continua a perpetuarsi con sempre maggiore intensità. Saccheggio delle risorse naturali, inquinamento delle acque e dell’aria e per arrivare al punto progressiva riduzione degli spazi verdi e liberamente accessibili. I nostri avi potevano correre per le strade senza temere il traffico, nuotare nei fiumi, pescare e andare a caccia lungo i canali ed i fossi e nei giorni di festa tutti scendevano in piazza per parlare della vita.
Quanto di questo oggi manca è sotto gli occhi di tutti, giovani o adulti che siano.
Io posso portare il punto di vista di un giovane, che insieme ad altri è alla ricerca di un luogo non luogo dove poter dare spazio alla propria creatività e gioia di vivere, avendo scoperto dentro sé universi di possibilità che desidera sperimentare e render concrete, affinché diventino opportunità per tutti.
Noi siamo giovani che non sfuggono l’idea di progresso demonizzandola, ma che considerano vero progresso quello che consente di costruire case solide, confortevoli e piene di ogni risorsa anzitutto dentro se stessi, dove nessuna crisi economica e nessuna calamità possa arrivare a distruggere ciò che con fatica è stato costruito. Siamo giovani che vogliono diventare campioni nelle relazioni umane, costruttori di pace, di cultura, di educazione, attraverso gli strumenti dell’uomo: musica, danza, pittura, scultura, teatro … Le parole sono importanti soprattutto quando diventano azioni e non (po po po po ), le nostre si sono concentrate nell’organizzazione di un forum-festival chiamato non a caso mq300cercasi, 3 giovani giorni con i giovani realizzato con la collaborazione del supervisore dei progetti Marco Barattella e delle animatrici di strada Samantha Buosi e Cristina Sivieri che hanno contattato moltissimi gruppi di ragazzi presenti nel territorio dei comuni di Selvazzano, Rubano e Veggiano sondando i loro bisogni e le proposte.
Questo evento e tutto il percorso di preparazione alla manifestazione, ci ha permesso di accogliere molte persone e le loro idee per ripartire con ancora più entusiasmo e chiarezza alla ricerca del luogo ideale. L’utopico centro multicreativo potrà essere realizzato solo quando si arriverà a toccare con mano una struttura adeguata a contenere le molteplici attività, un luogo adatto ad essere plasmato assieme a tutti coloro che vi si avvicineranno con spirito di ricerca e buona volontà. Il gioco c’entro dentro infatti era in piccolo ciò che noi vorremmo realizzare in grande: uno spazio da riempire di corsi, laboratori, stimoli di ogni genere, un’università del tempo libero. Chi ha partecipato a questo gioco (39 flash nella sola serata di venerdì 16) ha potuto “per una foto�? concretizzare sogni ricorrenti e perché no nuove aspettative nella forma caotica e colorata che più gli andava a genio (cari vecchi lego). Alle persone non basta la comunicazione multimediale, per fortuna gli spazi virtuali non soddisfano ancora i nostri corpi che reclamano spazi reali e possibilmente bioecocompatibili dove tutti i sensi siano chiamati in causa.
Sono stati tre giorni intensi nei quali abbiamo raccolto i frutti di un anno di lavoro; peccato che la vendemmia sia avvenuta sotto la pioggia con conseguente minor risultato sul piano della quantità di partecipanti, la qualità resta comunque delle migliori perché chi c’era C’ENTRAVA DENTRO. Una sola domanda: la pioggia ferma i curiosi? . . .
Per concludere vorrei ringraziare le oltre cento persone che si sono adoperate nel sostenere noi e la tre giorni intervenendo con il proprio tempo, lavoro, con le proprie idee, la propria arte, con testimonianze associative ecc. e la regione Veneto con i succitati comuni per aver finanziato l’evento.

 

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